Proseguono le nostre #coraggiostories.

Questa volta a raccontare di sé e delle sua arte è Fabio Porliod

Fabio Porliod, giovane stilista emergente valdostano, nasce con la moda che gli sgorga nelle vene. Passione prorompente che viene alla luce dal focolare familiare; i nonni, Arturo e Régine, già negli anni ’60, assecondavano il loro estro artistico gestendo un importante quanto ricercato Atelier di Moda Sartoriale in quel di Parigi. Rapito dai racconti dei nonni, Fabio si lascia trasportare dagli insegnamenti che Régine tramandava alla figlia Graziella (mamma di Fabio) iniziando cosi a respirare le lavorazioni dei cartamodelli, l’arte del taglio delle stoffe, delle imbastiture, fino ad arrivare al vero e proprio confezionamento degli abiti. Forme e colori in perfetta sinergia prendevano vita assecondando mode e tendenze del momento. Fabio cresce, e comprese le proprie spiccate doti per l’organizzazione di eventi di moda, la passerella per lui ha un affascinante richiamo, inizia a muovere i suoi primi passi. Si impone nella sua realtà nativa – quella valdostana- con gusto e determinazione; si fa portatore di una ventata di coraggiosa freschezza che si predispone di far conoscere il mondo della moda in ambienti e situazioni ancora digiuni di meccanismi fashion…è cosi che nascono con successo, una dietro l’altra, le sfilate a tema di Fabio Porliod. Fabio con tenacia ed ambizione, non si accontenta però della “semplice” regia dell’evento…tanto che in men che non si dica porta in scena le sue creazioni.
“Mi specializzo nella realizzazione di Abiti da sera…raffinatezza ed eleganza sono i componenti giusti per esaltare appieno il fascino femminile che ogni donna ha…”, provare per credere.

Partiamo da alcuni fra i tuoi ultimi appuntamenti: ti hanno pubblicato su Vogue, hai lavorato per una produzione artistica come l’Ecole et Conservatoire de danse di Ellada Mex, sei attento ai progetti a tema sociale, vesti donne bellissime dello spettacolo e della TV…cosa hai tratto e cosa trai da queste esperienze?
Da ogni mia esperienza cerco di trarre qualcosa. Ogni esperienza è diversa e cerco di viverla a 360 gradi. Porto sempre a casa nuove emozioni, cerco di trarre qualcosa di buono sia dalle critiche positive che quelle negative. Certo è che alcune esperienze mi segnano più di altre a livello di emozioni mentre altre mi aiutano a livello di crescita lavorativa.

Quando hai deciso di dare vita al tuo marchio?
Ho dato vita al mio marchio nel luglio 2012 quando, dopo una sfilata nata quasi per gioco; sono stato contattato per esporre i miei abiti ad un evento durante la Milano Fashion Week.

Qual è la tua definizione di “coraggio”?
Per me coraggio è determinazione, tenacia e saper fare dei sacrifici, ma soprattutto provare!

Il momento in cui hai pensato che questo fosse proprio il tuo lavoro e che ti sei sentito soddisfatto…
Quando ho deciso di abbandonare l’altro mio lavoro che fino a quel momento mi dava da mangiare e pochi mesi dopo, dopo aver superato diversi casting, sono stato selezionato come stilista per la Torino Fashion Week, da lì è stato un susseguirsi di tanti traguardi: Roma, Cannes, Montecarlo, Parigi e Dubai.

Come avviene il tuo processo creativo?
Dipende, non c’è una vera e propria regola. L’unica cosa certa è che curo le mie creazioni dal disegno fino alle rifiniture. Quando creo una collezione ovviamente parto da un’ispirazione per poi sviluppare l’idea intera; il fatto che sia poi io stesso a realizzarla, mi permette di apportare cambiamenti fino alla fine.

Ci sono degli elementi che non mancano mai nelle tue creazioni?
La femminilità nelle mie creazioni non deve mai mancare così come la passione che cerco di trasmettere.

Più istinto o pianificazione quando pensi alla realizzazione di un abito o di una collezione?
Credo che per l’ideazione ci voglia più istinto mentre per la realizzazione più pianificazione

Le tue fonti di ispirazione o i tuoi maestri di riferimento – se ce ne sono…
Le mie fonti di ispirazione solitamente sono i miei viaggi e le mie emozioni anche se talvolta mi lascio ispirare anche dal tessuto che ho davanti. Maestri di riferimento ce ne sono diversi: Zuhair Murad, Elie Saab, Stephane Rolland, ma anche gli italiani Anton Giulio Grande (che conosco personalmente), Versace e Armani.

I tuoi prossimi progetti.
Ho diversi progetti per il futuro, ma al momento non posso svelare molto.

Un progetto del quale però posso svelarvi qualche dettaglio è la sfilata che sto organizzando con altre persone per il 26 settembre a Parigi durante la Fashion Week dove porteremo in passerella solo modelle amputate.
La location è una location molto importante: Les Invalides. Si possono trovare i dettagli dell’evento al seguente link https://it.ulule.com/phoenix-alternative-models/ , dove è aperta anche una raccolta fondi. Per l’occasione presenterò una nuova collezione.

Inoltre posso anche dirti che il 10 ottobre presenterò durante una sfilata a Dubai un’altra nuova collezione. Quindi presenterò 2 nuove collezioni nell’arco di 2 settimane.